Massimo Greco, Giro in Caffarella (A walk in Caffarella Park), Roma, 2017

Massimo Greco, Giro in Caffarella, Roma, 2017.

Vi presento il primo di una serie di album fotografici che pubblicherò sulle pagine di questo sito.

Di tutte le attività che ho svolto ho deciso di mantenere vivo l’interesse principalmente per la fotografia.

Ho inaugurato un archivio in cui le foto sono relate ad un codice ad es.: K00, K01 etc. Ciò renderà più facile identificare gli scatti ed eventualemente acquisire i diritti per la fotografia per la pubblicazione mezzi stampa o on line.

Le foto qui presentate sono scattate in Raw ed elaborate con Camera Raw di Photoshop.

Buona visione

Oggetto preistorico, rinvenuto a Malta e custodito a La Valletta, Capitale, Maggio 2015 20x30cm

Oggetto preistorico, rinvenuto a Malta e custodito a La Valletta, Capitale, Maggio 2015 20x30cm



Posto due fotografie che sono entrambe provenienti dalla stessa matrice ottica, ma presentano degli interventi  di #Photoshop. La prima fotografia (1) è l’elaborato fotografico realizzato da me con #Photoshop, la seconda (2) è la foto brutale ex-machina.
Da notare che gli oggetti in basso a destra sono scomparsi dalla scena, come è possibile? Usando il #clone di #Photoshop.
Le luci sono trattate e l’immagine assume molto più chiaroscuro grazie alla funzione #ombre/luci di #Photoshop.

Simili operazioni con #Photoshop sono alla base del lavoro fotografico nella nostra epoca digitale, infatti con l’uso di software come #Photoshop è possibile cambiare la composizione della fotografia, ripulendone la visione da scarti visuali e portando fuori l’oggetto o gli oggetti. Il segno che ne emerge è più forte e si presenta con maggiore efficacia su brochure e altri materiali sia per il web che cartacei.

Pubblico questi due fotogrammi perchè vorrei mettere in evidenza il valore di tutto un lavoro in genere in ombra dietro la fotografia, infatti a fare questo non è una App e non sono sufficienti competenze di base, si devono avere alte competenze grafiche e software appropriati.

Usando #Photoshop posso trasformare una foto mediocre in un ottimo risultato di scrittura con la luce e quasi far parlare l’oggetto scolpito in pietra in un’epoca preistorica. Sono importanti le applicazioni di questo metodo alle scienze, considerando poi che si possono elaborare anche alcuni secondi di video in questo modo 

Il passaggio riguarda lo sguardo meccanico della fotografia e l’oggetto precedente alla storia quindi senza la scrittura, proprio quando fotografia significa scrittura+luce. La stessa musealizzazione è già questo processo di in-scrizione nella Storia. L’uomo che scrive ricorda e preserva nella storia la sua storia attuale e futura con un passato che è documento storico.

Questo oggetto preistorico della foto, scolpito per una funzione, assume quasi un senso sacro di fronte alla fotocamera.

L’oggetto potrebbe essere un trita-semi o anche un’arma(?). Lascio le interpretazioni ulteriori ai lettori/alle lettrici.

La foto è disponibile in formati più grandi sia per #web che cartaceo (#print).
Info massimogreco.eu@gmail.com

GIF edited by massimogreco.eu (Cleft) 6th November 2016 h 08:07 3D Water Mastrix made by Shiro Takatani ST/LL and Christian Partos The Socerer’s Apprentice at #romaeuropafestival2016 #Italy.:

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L’opera d’arte nell’epoca della sua ubiquità tecnologica

Il titolo di questo post parafrasa un famoso saggio di Walter Benjamin ossia “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” pubblicato nel 1936. Il saggio di Benjamin indaga le ripercussioni della stampa a grande tiraggio e alla diffusione della televisione, oggi divenuta capillare. Resta un saggio molto valido per chi si interessi di cultura e arte contemporanea ma è doveroso approfondire le sue premesse in un mondo come il nostro dove anche i new media e i social network ormai hanno raggiunto una diffusione capillare.

Intanto il termine “opera” suona pomposo e tracotante, si tratta il più delle volte di esercizi condivisibili sui social network sotto forma di varii formati, ma credo ormai nessuno usi nel linguaggio comune il termine “opera” per definire quest’arte, contemporanea più che mai perché ci compare sui computer e sugli smartphone e fa parte ormai del modo di costruire il nostro immaginario.

perpetuum-mobile-by-massimogreco

Immagini come la precedente in Graphic Interchange Format GIF hanno la capacità di arrivare ovunque e in qualsiasi momento e l’ubiquità e la simultaneità di cui parla anche Massimo Canevacci non sono dati trascurabili ad una attenta analisi estetica. Una simile “Opera d’arte” non ha bisogno di un materiale e non costa nulla eppure molte persone possono vederla e condividerla sulla rete e i mezzi di diffusione possono essere svariati, inoltre non devo più recarmi chissà dove e in chissà quale periodo dell’anno per vederla ma mi arriva sul mio device nel momento e nel luogo più impensato, magari sull’autobus mentre vado a lavoro la mattina.

La nuova frontiera dell’arte d’avanguardia è proprio questa: la rete. Opere fruibili direttamente sul web su un device qualsiasi. Questo è il superamento della galleria e dei cunicoli esclusivisti dell’industria culturale, per cui per avere una visibilità devi essere seguito dal curatore e far parte di una scuderia ridotta di artisti che producono solo per la galleria.

Puoi fare una rivoluzione estetica nel tuo modo di produrre e fruire l’arte, grazie al web e mandare al diavolo tutto quel sistema inutile che ti rende schiav* dell’industria culturale e del mercato dell’arte. Io sono libero di mettere in rete questi contenuti e i fruitori sono liberi di fruirne e di condividere senza alcuna formalità. Resta da capire l’artista di che vive di aria fritta visto che non può vendere un presunto oggetto di culto estetico?