Fotografia digitale

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Panoptikoi romani.

Per approfondire le conoscenze sul termine #panoptikon vedere anche i più comuni motori di ricerca ed enciclopedia quali google e wikipedia.


Animazioni Fotografiche

Vi presento un paio di animazioni che hanno come soggetto l’acqua e il movimento in condizioni di luce studiata, le fotografie sono state scattate da me e l’esempio concerne un concetto di fotografia mobile in cui percepire un movimento.:


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1 Massimo Greco, Waterfront, 2015


2 Massimo Greco, Seaplants, 2015


Infine un’animazione più sintetica ed elaborata in cui vediamo uno schermo duplicato con Photoshop e altri segni che hanno fatto si di evidenziare gli oggetti sullo sfondo.:


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3 Massimo Greco, Monitors, 2015

 



#Object#Oggetto:

si intende con questo termine una parte di una frase che riceve un’azione. In questo caso si assiste alla mostra di alcune immagini in cui sono implicati oggetti inanimati in relazione ai quali esso oggetto svolge la funzione di tramite tra l’io ed il sè, quest’ultimo percepisce il suo esserci, dsasein, ed il primo cerca di capire cosa sia l’oggetto in questione ne è quasi alla ricerca di una funzione. La maggior parte degli oggetti in questione delle presenti fotografie sono corpi senz’anima, la funzione è stata decontestualizzata dal mancato funzionamento di essi, quasi un interruzione e nel momento prima di essere gettati (geworfen) fanno per un attimo parte di un estetica. Questi oggetti ci raccontano frammenti di vita sono condensati biografici di persone e a volte epoche passate, hanno un legame col passato e fanno parte del presente come immagini di questo.
Un albero segato è un tratto di vita nei cui cerchi possiamo leggere l’espansione annuale e la crescita sincronica, la sua diacronia era la sua funzione interrotta.
Una forca ripescata in uno scoglio maltese è piena di incrostazioni e ruggini ed ha alcuni denti rotti, la sua funzione è bloccata sotto l’acqua del mare, stigmatizzata dalla sua inattività.
Così vale per molti altri oggetti-soggetti di queste fotografie che sono proposte di meditazione. Alcuni di essi sono enigmatici come la scatola di metallo, oggetto d’anteguerra ritrovato nelle marche ad Acquaviva, forse orologio o altro.
Si affaccia la testa in una sorta di galleria di archeologia contemporanea guardando queste foto, in fondo non sono suppellettili antiche ma oggetti a noi vicini temporalmente che sono defunzionalizzati dalla rottura ed in trasformazione sono catturati nel momento della loro collocazione nelle immondizie laddove sono stati trovati, cantine, garage, cassonetti, case abbandonate, luoghi poco frequentati.
L’esposizione di questi oggetti potrebbe avvenire tramite fotografia ed in alcuni casi come installazione, possiedendo io l’oggetto. Sono Objectes Trouvé surrealisti, quegli stessi di innumerevoli fotografie di Man Ray, o parti di essi combinati a formare un nuovo tutto defunzionalizzato e in sospensione in questa estetica in cui l’arte consiste nella scelta e messa in scena dell’oggetto e possono dare l’input per conversazioni estetiche interessanti circa l’uso e la presentazione dell’Oggetto.
Se chiudo gli occhi l’oggetto sparisce è solo il senso a ricordarmene funzione-nome, ma l’oggetto anche in disuso produce ricordo e memoria e attiva quasi nella sua sospensione l’immaginario di sedimenti storici a noi passati ma che fanno parte del presente come forme di design e funzioni a noi conosciute…la lamoadina naufraga fulminata nell’acqua, la descrizione anche di questi oggetti può essere poetica.
Non si deve cercare in essi l’esibizione del virtuosismo dell’artista che si limita ad uno scatto fotografico seppure molto elaborato in cui spesso lo sfondo è neutro proprio per decontestualizzare al massimo l’oggetto e porlo come assoluto momento di accensione della passione dell’immaginario.

Demelza Greco.: Ritratti a cura fotografica di Massimo Greco, 2015.


Il fenomeno più diffuso della nostra cultura post-contemporanea ormai digitale è certamente il ritratto. Milioni di file ci rappresentano.
Non ho realizzato questo book seguendo questa moda ma piuttosto lo studio di uno stesso soggetto-ritratta (in questo caso) in varii cotesti di luce, tanto che questo gruppo di fotografie ritrattistiche si può considerare uno studio della #luce e del volto, alcune di queste hanno avuto una visibilità on line su #socialnetwork come #facebook.
Lei si chiama demelza (stesso mio cognome) e le fotografie occupano un arco temporale di alcuni anni e sono state realizzate in varii contesti di viaggio in quest’ordine.:
1) Meknez.: Alcuni anni fa abbiamo fatto un viaggio in Marocco e abbiamo visitato pochi giorni (purtroppo) Fez e Meknez. Nella Foto si sta scattando il #selfie dell’arrivo in una a piazza a pochi piedi dal mercato.
2) Non ricordo il posto ma è una spiaggia.: Luce del mare #ritaglio ed elaborazione dell’illuminazione su livelli ##photoshop. E’ stato prescelta ed esaltata una parte del tutto (parliamo comunque di un viso umano) anche alcune imperfezioni non sono nascoste e fanno parte della concezione estetica della fotografia.
3) Fez.: In una #scuola coranica dove cioè venivano fatte letture e studio del #corano. Dalla finestra di un architettura di grande pregio architettonico entrava questa luce particolare. Naturalmente c’è un importante intevento con #photoshop con cui ho eliminato lo sfondo e scolpito la luce (#lucescultura) fino a raggiungere questo risultato in cui a differenza da altre fotografie c’è stato un lavoro proprio di ritocco fotografico e di esaltazione di particolari tramite particolari tecniche che vi scoraggio a raggiungere solo pensando ad una potenza della #macchina#fotografica o a un ritaglio in fase di stampa e vi consiglio di rivolgervi ad un buon professionista della fotografia e della grafica che sappia usare bene #photoshop.
4)Terme di Viterbo. Selfie di Demelza Greco. Io ho curato solo l’impaginazione, lo scontorno, l’elaborazione del colore tutte tecniche di #photoshop con cui abbiamo costruito un significato differente dallo scatto puro e crudo. Confrontatele.:
P1150652


Massimo Greco, Demelza #2, Terme libere a Viterbo, Italia, 20-2
5)Meknez.: Sempre nella #scuola#coranica di 3.
6)Roma.: Nei pressi di Roma in una #piscina-agriturismo, fotografia scattata sul prato antistante con gioco di chioma e occhi chiusi (topos dell’artista). Anche qui c’è stata una forte modificazione dei colori e dei chiaroscuri con #photoshop.
7)Sardegna.: Appena ri-uscita dalle acque del mare, luce solare come nella maggior parte di queste fotografie, lo ripetiamo, che sono uno studio sulla luce solare e il ritratto di #primo#piano.
8)Isola di Rhodes in Grecia. Sui ciottoli mi è venuto in mente di compiere una sorta di rituale con queste pietre tiepide sul viso di mia sorella e di fotografarne il profilo in modo da realizzare un paesaggio come fosse una montagna con queste #sculture#zen che sono i ciottoli levigati dal mare. Per chi ama la poesia…
9)#OCCHIO#EYE.: in questa foto il posto è il viso stesso di cui è ritratta una parte per il tutto come nella #teoria#gestalt, negli occhi ho messo delle leggere striature rosse in contrasto con il bel #verde-celeste dell’oculum.
10)Sardegna.: Gioco di luce nel #Patio di un’abitazione di una frazione di #Cagliari ospiti di un amica, appena fatta la doccia.
11)Salento tra gli ulivi.: Questa è una delle più belle fotografie io abbia mai fatto a mia sorella, a mio individuale giudizio, perchè ha una luce molto ben dosata su entrambi i lati con due dominanze cromatiche differenti, inoltre mi piace che l’origine della vista sia un profilo da sotto, mi piacciono quelle sopracciglia disegnate come tratti bui sulla luce e in generale l’equilibrio terreno dello sguardo.
12)Isola di Rodhes in Grecia.: Guardando un Tempio dell’Ellade con un paesaggio mozzafiato alle spalle.

Piante#Plants


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